libri & cultura: Memorie di Adriano

6' di lettura 30/11/-0001 -
"Memorie di Adriano", di Marguerite Yourcenar è senza dubbio un capolavoro.
Ci sono tantissimi libri al mondo da leggere, ma sono pochi quelli che divengono capisaldi, pilastri, punti di riferimento dell’arricchimento culturale di una persona.
"Memorie di Adriano" è uno di questi.

del Custode del Goolestan


E' un capolavoro che ha impegnato l’autrice, a fasi alterne, fra viaggi e ricerche, per quasi tutta la sua vita. La prima stesura fu portata a termine che Marguerite aveva appena 26 anni (lei nacque nel 1903) e già molto si era documentata. Aveva passato mesi a Villa Adriana a Tivoli, aveva viaggiato fra l’Egitto e la Grecia sulle tracce di Antinoo, il prediletto di Adriano. Eppure bruciò il manoscritto e ricominciò da capo diverse volte.

Solo nel 1951 la Yourcenar assemblò il suo immenso lavoro di ricerca e diede alle stampe la sua fatica. Ebbe un successo che andò ben al di là di ogni più rosea aspettativa. Già da queste premesse si può iniziare a capire l’importanza di questo capolavoro senza tempo. Definirlo “romanzo storico” è, come minimo, altamente riduttivo. Tale è la cura, la ricerca storica e filologica, l’intelligenza soprattutto emotiva e la verifica continua che l'autrice ha profuso in ogni parte del libro, che il racconto “autobiografico” di Adriano risulta sommamente credibile.

Molte lettere, scritti vari e cronache del tempo, sono abilmente integrati nel testo, che acquista, nella sua complessità, una coerenza che conferisce all'insieme uno spessore notevolissimo. Solo a titolo di esempio, la lunga malattia di Adriano, che lo porterà alla morte, è stata confrontata con le cartelle cliniche di moderni malati sofferenti dello stesso male. Numerosi medici sono stati coinvolti nella lettura dell’ultimo capitolo del libro per vedere se i sintomi potevano corrispondere a quelli descritti. La Yourcenar non lascia nulla al caso, e come un bravo regista cinematografico, gira molta più pellicola di quella necessaria alle due ore di proiezione e completa la sceneggiatura in sala montaggio, dove ampi ed opportuni tagli danno ritmo, credibilità e leggerezza all’intera finzione. Il libro scorre piacevole e leggero, mentre trasmette bellezza e insegnamenti.

Trovo anche molto poetico il modo di scrivere. Un breve paragrafo che mi è piaciuto dice:
La piccola frase oscena di Poseidonio a proposito dell’attrito di due piccole parti di carne, non definisce il fenomeno dell’amore, così come la corda toccata dal dito non rende conto del miracolo infinito dei suoni. Più ancora che alla voluttà, essa reca ingiuria alla carne, a questo strumento di muscoli, di sangue, di epidermide, a questa rossa nube di cui l’anima è la folgore”.
Ecco, in particolare l’immagine della “rossa nube” e della “folgore” l’ho trovata particolarmente bella ed evocativa.

Ma oltre alla bellezza, c’è l’insegnamento. Marguerite, nei “taccuini di appunti” allegati al libro scrive che se Adriano non si fosse impegnato per venti anni per la pace e la prosperità economica e sociale dell’impero, non si sarebbe poi così tanto interessata alla vita, ai pensieri ed alle emozioni di questo magnifico imperatore. Riporto un paragrafo dal “Taccuino”:

In un certo senso, ogni vita raccontata è esemplare; si scrive per attaccare o per difendere un sistema del mondo, per definire un metodo che ci è proprio. Ma non è meno vero che le biografie in genere si squalificano per una idealizzazione o una denigrazione a qualunque costo, per particolari esagerati senza fine o prudentemente omessi; anziché comprendere un essere umano, lo si costruisce.
Non perdere mai di vista il grafico di un’esistenza umana, che non si compone mai, checchè si dica, d’una orizzontale e due perpendicolari, ma piuttosto di tre linee sinuose, prolungate all’infinito, ravvicinate e divergenti senza posa: che corrispondono a ciò che un uomo ha creduto di essere, a ciò che ha voluto essere, a ciò che è stato


E poi aggiunge:
Qualunque cosa si faccia, si costruisce sempre il monumento a proprio modo; ma è già molto adoperare pietre autentiche.

C’è così tanta saggezza, realismo e analisi corretta sulla natura dell’uomo in questo libro, che non sarebbe male usarlo come libro di testo nelle scuole! Emergono in tutta la loro importanza e, perché no, in tutto il loro “splendore” i valori dell’operosità, della tolleranza, della pace giusta, della buona amministrazione, del sacrificio personale, della presa in carico di responsabilità, ecc., che Adriano, nella trasposizione della Yourcenar, rappresenta magnificamente.

Adriano fu anche definito “L’Imperatore Architetto”, perché costruì e ristrutturò centinaia di città, eresse mura difensive e fortezze lungo tutti i confini. Cercò la pace con la diplomazia ovunque fu possibile, ricorrendo alle armi solo quando costretto.

Fece riforme fondamentali che gli sopravvissero per secoli e che possiamo ancora, per certi aspetti, studiare e ammirare. Marguerite dichiarò che la corretta chiave di lettura di Memorie di Adriano è: “uno studio sul destino umano, l’immagine di un uomo che delle sue virtù e dei suoi difetti, delle sue esperienze personali e della sua cultura poco a poco si compone una sorta di saggezza pragmatica d’amministratore e di principe…

Penso sinceramente che ogni persona che ricopre un qualunque incarico di responsabilità, dovrebbe leggere questo libro, per trarne insegnamento e incoraggiamento.

Affascinante poi anche la sua vita “privata”, con i suoi amori e relazioni, fra le quali spiccano quelle con sua moglie Sabina e, soprattutto, quella con il giovane Antinoo, morto prematuramente in Egitto. Marguerite, bisessuale, credo abbia potuto capire ed interpretare meglio di altri il rapporto fra Adriano ed Antinoo, che non scade mai nella volgarità e che appare quanto mai naturale e legittimo.

L’intelligenza e lo spessore umano e morale di Marguerite Youcenair sono tali da renderla interessante quanto Adriano. Non a caso è stata la prima donna, e forse l’unica, ad essere stata ammessa fra gli “Immortali” dell’Accademia di Francia.

E’ morta nel 1987. La sua traduttrice preferita in italiano, Lidia Stolani Mazzolani, ha scritto che sulla sua tomba ci sarebbe stata molto bene la formula sepolcrale latina “STTL” Sit Tibi Terra Levis: ti sia lieve la terra.

Chiudo con un breve e poetico scritto autentico di Adriano, che in qualche modo apre e chiude le “Memorie” e che probabilmente rende meglio di altro la grandezza e la sensibilità dell’uomo:

Animula, vagula blandula,
Hospes comesque corporis
Quae nunc abibis in loca
Pallidula, rigida, nudula.
Nec ut soles dabis jocos…


Piccola anima smarrita e soave,
compagna e ospite del corpo,
ora t’appresti a scendere in luoghi incolori,
ardui e spogli, ove non avrai più gli svaghi consueti.
Un istante ancora, guardiamo insieme le rive familiari,
le cose che certamente non vedremo mai più…
Cerchiamo di entrare nella morte ad occhi aperti…


Personalmente considero questo uno dei 10 libri più belli che abbia mai letto. Perché è avvincente, poetico, istruttivo, vero. Una di quelle rose speciali, che rendono il Goolestan, il roseto, un posto speciale.

Buona lettura.

Titolo
Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
Nero di maggio
Gori Leonardo
EURO 8,00
319 p., brossura
2003
Hobby & Work Publishing
Mystery Pocket
Lo trovi su:





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 18 luglio 2005 - 12564 letture

In questo articolo si parla di

Leggi gli altri articoli della rubrica libri & cultura