libri & cultura: Il mago della guerra
5' di lettura
30/11/-0001
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E’ raro trovare un trattato o un saggio, come è questo libro di David Fisher, che si legge di gusto come un romanzo. Alla fine è un libro di storia sulla seconda guerra mondiale e quando si inizia la lettura si legge la frase solenne: “Gli eventi descritti in quest’opera sono reali”. Però vi assicuro che in questo caso la realtà supera di gran lunga la fantasia! |
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dal Custode del Goolestan
Il libro, edito dalla Longanesi & C., narra le gesta di Jasper Maskelyne e della sua “Banda dei miracoli” nell’ambito della guerra che vide contrapporsi in nord africa le truppe inglesi e del Commonwealth contro i tedeschi e gli italiani guidati da Rommel, La volpe del deserto.
Jasper Maskelyne era l’ultimo rampollo di una famosa dinastia di maghi e illusionisti inglesi, che si esibivano ai massimi livelli nei teatri dell’isola e nel resto del mondo.
Quando scoppiò la seconda guerra mondiale Jasper aveva 38 anni, era all’apice della sua carriera di mago illusionista e desiderava fare la sua parte. Pensava di poter mettere le sue conoscenze a disposizione dell’esercito, creando illusioni in grado di confondere il nemico.
All’inizio nessuno lo voleva prendere sul serio, “a cosa potrà mai servire un mago ed i suoi trucchi in una guerra vera!”, dicevano gli ufficiali addetti al reclutamento. Ma Maskelyne insisteva e alla fine riuscì a farsi arruolare in una scuola per ufficiali addetti alla mimetizzazione situata a poche decine di km da Londra. All’ufficiale superiore che gli chiedeva come si potesse usare la magia, rispose:
“La magia da palcoscenico, il mio lavoro, non è altro che un pizzico di suggestione, un altro pizzico di conoscenza della natura umana e un uso piuttosto elementare dei principi scientifici. La realizzazione di aspettative realizzate con cura.
In effetti non è una cosa molto diversa dalla mimetizzazione impiegata dai militari.
Posso indurre i nazisti a vedere cannoni dove si aspettano di vedere cannoni e soldati dove credono ci possano essere soldati.”
Per impressionare un alto papavero in ispezione presso la scuola di mimetizzazione e farsi assegnare un incarico operativo, gli fece “vedere” la corazzata tedesca Admiral Graf Spee mentre risaliva tranquillamente il Tamigi!
Dopo questa prodezza fu subito trasferito in Egitto e gli fu messo a disposizione il più sgangherato plotone di uomini dell’intero esercito inglese.
Si trattava di pittori, musicisti ed altri artisti che non si riusciva ad utilizzare in alcun modo. Maskelyne ne fece la sua famosa “Banda dei miracoli”.
Il gruppo e tutte le strutture che furono da loro costruite rimasero sempre coperti dalla massima segretezza. Tanto per far capire il livello raggiunto dalla banda nell’ingannare e fuorviare il nemico, citerò alcune delle imprese più importanti fra quelle dettagliatamente descritte nel libro:
Maskelyne spostò il porto di Alessandria, inducendo i bombardieri italo – tedeschi a colpire per nove notti di fila il falso bersaglio; fece sparire il canale di Suez, simulò uno sbarco anfibio, costruì migliaia di carri armati di tela e cartone e finti cannoni che si muovevano, sparavano e lasciavano impronte credibili; costruì due divisioni corazzate posticce, con tanto di suoni e rumori, finti rifiuti, manichini di soldati che si muovevano (alcuni perfino seduti sulle latrine!); costruì mimetizzazioni di tubi di ferro e tela che facevano sembrare i carri armati degli innocui camion da trasporto (c’era perfino un sistema che cancellava le impronte dei cingoli e lasciava poi delle credibili impronte di camion), perfettamente in grado di ingannare la ricognizione aerea; fece fare un finto acquedotto di 35 km costruito con ghirbe per la benzina schiacciate; una ferrovia finta con tanto di treno posticcio pure lui e tante altre incredibili illusioni che ebbero un peso determinante sull’esito della guerra.
Maskelyne collaborò anche con i servizi segreti di Sua Maestà, inventando tutta una serie di oggetti utili alla fuga dei soldati fatti prigionieri, fra i quali una bussola miniaturizzata, minicesoie, lime ed altre diavolerie da nascondere nei bottoni, nelle scarpe e nei colletti delle camice.
Infine, nella battaglia decisiva di El Alamein, Maskelyne poté esibirsi nella sua più grande illusione, il suo capovaloro, che risultò di fondamentale importanza per l’esito della battaglia e di tutta la guerra.
Quest’ultima parte è veramente interessante e non voglio rovinare il gusto della lettura fornendo altri particolari.
Il libro fa riflettere su quanto siano importanti le cose che non si vedono o che sembrano marginali nell’andamento di cose che passano poi alla storia come scontri fra acciaio e volontà, dove contano i numeri e le cose “reali”. Anche nella vita di tutti i giorni le cose stanno allo stesso modo: è sempre il “sottile”, ciò che non si tocca a cambiare l’esito della nostra vita ed il nostro destino. Invece è raro che capiti il contrario. Paradossalmente ciò che sembra più reale e concreto costituisce l’apparenza, l’illusione.
Buona lettura.
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Titolo Autore Prezzo Dati Anno Editore Collana |
Il mago della guerra Fisher David EURO 19,50 434 p., rilegato 2005 Longanesi Il Cammeo |
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 29 agosto 2005 - 14781 letture
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