libri & cultura: Libro D'Ombra

4' di lettura 30/11/-0001 -
Questa settimana voglio presentarvi "Libro D'Ombra" di Tanizaki. Un breve, ma affascinante e sorprendente trattato sulla bellezza delle cose e delle persone quando sono in penombra.

del Custode del Goolestan


E’ una lettura veloce e piacevole, perché si tratta di un libricino breve e scritto molto bene.
Tanizaki in Giappone è famoso per le sue trasgressioni e per le sue apologie della donna, vissuta come riferimento sessuale, in maniera non tradizionale.
E’ un libro che tratta di estetica e di filosofia dell’estetica.
Tanizaki mette a confronto il punto di vista giapponese, che trova nell’ombra e nelle sue infinite sfumature tutta la bellezza, vissuta nell’equilibrio dei sensi, e quello occidentale, fatto di luce abbagliante e frastornante, che privilegia la vista a discapito degli altri sensi.
Trascrivo una delle parti che mi è piaciuta di più, che rende bene lo stile di scrittura: “In modo speciale, poi, i Cinesi pregiano la giada. Solo uomini dell'estremo oriente possono amare una pietra così; il suo fondo, dalla luminescenza torbida e neghittosa, sembra contenere l'aria cristallizzata dei secoli. Non ha, la giada, né i colori puri del rubino o dello smeraldo, né la fulgidezza del diamante. Che cosa vi troviamo allora di tanto attraente? E' difficile spiegarlo, ma, quando la osservo, sento che la giada è inconfondibilmente Cinese, e mi sembra di vedere tutto il lungo passato di una civiltà, ispessito e coagulato in quel suo interno opaco e nuvoloso.�
Questo “Elogio dell’ombra� (così doveva essere tradotto il titolo, se Borges non avesse scritto una raccolta di poesie intitolata nello stesso modo) vuole mettere in risalto la diversità delle estetiche orientale ed occidentale ma non per contrapporle, magari una a detrimento dell’altra, ma per capirle meglio, cercando di ricollocarle nel proprio contesto – in assenza del quale spesso molti oggetti vengono snaturati, abbruttiti.
Lo scrittore parte polemizzando contro gli eccessi dell’illuminazione elettrica, in un paese smanioso di imitare quasi con fanatismo gli Stati Uniti (parliamo del giappone del 1935). L’atmosfera della casa giapponese tradizionale, tutta un gioco di penombre con la sfilza di paraventi e pannelli scorrevoli, viene quasi violentata ed avvilita dall’avvento della lampadina, per non parlare di tutti quegli oggetti d’arredo e perfino gli abiti, o addirittura l’ideale femminino (celato nella casa come in uno scrigno), creati proprio per risaltare in quella penombra e che alla luce fredda che snida ogni atomo di buio perdono tutto il loro fascino.
Ma allo scrittore preme anche sottolineare quanto una cultura tenda a privilegiare un senso piuttosto che un altro (gli occidentali senz’altro la vista), appiattendo tutto il resto e lo fa attraverso la descrizione di tanti piccoli piaceri, come quello di sorbire un brodo in una ciotola di legno laccato, o di quanto sia preziosa una patina, troppo spesso scambiata dagli Occidentali per semplice sporco.
Secondo Tanizaki il buio all’interno di un grande ambiente, come una costruzione tradizionale giapponese, è ben diverso da quello che c’è in un piccolo ambiente.
L’autore descrive la grande importanza che ha avuto la foglia d’oro nella decorazione dei luoghi sacri. In particolare insiste su come la stretta relazione fra la fiamma delle lanterne e i riflessi sui particolari dorati, abbia nei secoli evocato il sacro ed il magico nell’anima degli uomini.
Dal sacro al profano, Tanizaki arriva a fare l’apologia del piacere dell’evacuare ogni mattina in un tradizionale, pur se scomodo, gabinetto giapponese, da cui poter ammirare, sempre nella penombra, le meraviglie del paesaggio e percepire le essenze vegetali, e le diverse condizioni meteorologiche.

Personalmente condivido le osservazioni di Tanizaki, che malgrado abbiano poco meno di un secolo, oggi sono quanto mai attuali. Nei ristoranti di charme e nelle case accoglienti si riscopre oggi il piacere della penombra.
Ci si accorge sempre più spesso di quanto sia più ricca per l’immaginazione una materia torbida opaca, di una trasparente e limpida. Nell’ombra siamo portati ad annusare, ad ascoltare, ad allungare le mani per toccare e quello che vediamo ci appare spesso molto bello. La luce violenta e fredda dei neon è capace di rendere grigia una fetta di prosciutto e triste e poco accogliente perfino un ambiente rivestito di legno.
Alla prossima settimana.

Titolo
Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
Libro d'ombra
Tanizaki Junichiro
EURO 6,20
96 p.
2000
Bompiani
I grandi tascabili
Lo trovi su:





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 27 settembre 2005 - 12514 letture

In questo articolo si parla di

Leggi gli altri articoli della rubrica libri & cultura