libri & cultura: La recita di Bolzano

4' di lettura 30/11/-0001 -
La recita di Bolzano di Sàndor Màrai, edito da GLI ADELPHI, è un libro da leggere senza fretta. L’autore ungherese che lo ha scritto alla fine del 1940 era innamorato della parola e della bella scrittura e il “ritmo” della storia ne risente.

del Custode del Goolestan


La narrazione è ricca e fluente e, come un grande fiume dorato che attraversa una piana fra mille anse e larghe volute, rallenta opulenta fra le metafore e gli aggettivi.
E' uno stile d’altri tempi, ma molto interessante ed attagliato alla storia stessa, che è ambientata nel mille e settecento.

Nel libro si narra di Giacomo Casanova il quale, appena evaso rocambolescamente dai famigerati “Piombi” di Venezia, dove era stato rinchiuso dalla Santa Inquisizione, fugge oltre i confini della Serenissima e approda a Bolzano.
Il suo arrivo mette subito in subbuglio la piccola città del nord. La fama di avventuriero e sciupafemmine precede Giacomo Casanova e dovunque egli arrivi, coi suoi modi da arrogante gran signore, lo scompiglio regna sovrano. Deliziose sono le descrizioni di come l’avventuriero “prende possesso” della nuova città.

Prima soggioga e conquista l’oste presso la cui locanda alloggerà. Poi circuisce l’ebreo cambiavalute Mensch, al quale deve chiedere un prestito. Il minuetto fra i due, tutto incentrato sui concetti opposti di “credito” e di “pegno” è un piccolo capolavoro.
Con un tetto ed il denaro si può pensare ai vestiti, al barbiere e infine, naturalmente, alle donne! Riporto di seguito un estratto del libro, dove viene descritta la scena dove un gruppetto di donne curiose, grazie alla complicità di una servetta della locanda, riescono ad arrivare al corridoio del primo piano e a spiare Giacomo Casanova che dorme beato nel suo letto, dopo un anno e mezzo passato sul pagliericcio ai Piombi.
Serve anche a capire lo stile di Màrai.
Teresa sollevò l’indice davanti alle labbra, prese per mano Lucia, la prosperosa bellezza dagli occhi scuri che era l’orgoglio del mercato, e accompagnò le curiose fino alla soglia. Lucia si accoccolò – la sua sottana si gonfiò intorno a lei sul pavimento come una campana -, accostò l’occhio sinistro al buco della serratura, quindi arrossì, balzò in piedi soffocando un grido e si fece il segno della croce.
Cosa hai visto?” domandarono le altre a fior di labbra, e si chinarono l’una verso l’altra, bisbigliando e schiamazzando come uno stormo di cornacchie che sta per posarsi su un ramo.
La ragazza dagli occhi scuri si fermò a riflettere. “
Un uomo” disse quindi a voce bassa, un po' turbata. A quella risposta le donne rimasero soprappensiero. Era una dichiarazione che aveva qualcosa di sciocco e al tempo stesso qualcosa di straordinario, di terribile. Un uomo, santo cielo! Pensarono le donne, e alzarono gli occhi verso il soffitto, chiedendosi se fosse meglio scoppiare a ridere o a darsi alla fuga. “Un uomo, e allora?” disse Gretl. E la vecchia Helena batté le mani con gesto quasi devoto, mentre la sua bocca sdentata balbettava umilmente, con ammirazione: “Un uomo!”. E Nanette, la vedova, fissò lo sguardo sul pavimento e disse gravemente, con l’accento di chi evoca un ricordo: “Un uomo”. Rimasero così, meditabonde, quindi cominciarono a ridere, si inginocchiarono una dopo l’altra davanti al buco della serratura e sbirciarono dentro alla stanza, provando una gioia indicibile.

Una parte così breve forse non rende l’idea della bellezza complessiva del libro, ma forse aiuta ad intuirne lo stile. La recita di Bolzano è un bel libro e, soprattutto, descrive l’amore, quello più vero e completo, come raramente capita di leggere in un romanzo.

Gli ultimi 4 capitoli sono veramente sorprendenti. Viene descritto un triangolo amoroso di eccezionale livello. All’inizio pare la solita storiella. Francesca, la giovane e bellissima contessa di Parma, ama (ed è riamata) Giacomo Casanova, mentre il settantaduenne marito di lei, il conte di Parma, anche lui perdutamente innamorato di Francesca, soffre per il tradimento. Invece poi la storia prende corpo ed è tutto un susseguirsi di magnifici colpi di scena.
Veramente da leggere tutto di un fiato! Particolarmente bella la parte nella quale Francesca si rivela essere molto diversa da quello che è. In quel capitolo, il penultimo, viene descritto meravigliosamente il vero amore, quello che da la pienezza assoluta.

Buona lettura

Titolo
Autore
Prezzo
Dati
Anno
Editore
Collana
La recita di Bolzano
Márai Sándor
EURO 8,50
264 p., brossura
2005
Adelphi
Gli Adelphi
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Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 07 novembre 2005 - 10630 letture

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