Theresa Ruth Howard ospite di 'Danza in Scena'

Theresa Ruth Howard 2' di lettura 28/03/2011 -

In campo artistico, come ben si sa, è necessario avere "lo sguardo lungo", ampliare gli orizzonti, evitare il rischio di una cultura provinciale e autoreferenziale che inaridisce fonti, stili e motivazione.



In questa convinzione “Danza in Scena A.S.D.” ha, tra l’altro, aperto un canale oltreoceano attingendo agli Insegnanti della Alvin Ailey Dance School di New York, una delle Istituzioni di livello mondiale nel campo della Danza. E quindi, dopo Christopher Huggins, ospite della Scuola a febbraio, il 20 marzo è stata la volta di Theresa Ruth Howard che ha tenuto negli stessi ambienti uno Stage di alto livello. Personaggio di grande spessore, la Howard: ha girato mezzo mondo, ha lavorato con coreografi di grande fama in spettacoli di grande successo, è danzatrice, scrittrice ed insegnante. Ma stavolta vorremmo spendere qualche parola non sull’artista, bensì sulla persona. É interessante, infatti, affacciarsi sul background di personaggi del genere che difficilmente possiamo conoscere ed apprezzare di persona dalle nostre parti. Le loro svariate esperienze, la loro vita, gli incontri che fanno non si sedimentano e stratificano, ma restano germogli vivi che finiscono per dar luogo ad una consapevolezza nuova che costituisce il ‘fil rouge’ che percorre e indirizza la loro vita.

Quella che loro chiamano la propria "mission", termine assolutamente laico che indica una filosofia di vita e lo scopo che si vuol dare a questa stessa vita. Venendo alla Howard, non per niente è, tra l’altro, docente anche di "Comunicazione creativa"… Tutti gli insegnanti guardano ai bambini e agli adolescenti con attenzione professionale e – si spera! – anche umana. La Howard ha qualcosa in più: ha rivolto la sua attenzione anche ai bambini e agli adolescenti a rischio, incoraggiandoli a diventare "creatori del proprio destino", fornendogli strumenti praticabili per aumentare i livelli di successo non solo nella danza ma in ogni aspetto della vita. Ogni studente che incontra (chi ha partecipato allo Stage ne ha avuto un saggio) viene visto come un "work in progress" che reca in sé il potenziale per cambiare il mondo, a partire però proprio da sé. La consapevolezza dei propri limiti va vissuta con la capacità di non diventarne prigionieri: “la mente libera il corpo”, ripete spesso.

Per danzare è necessaria questa libertà, che parte da un principio: ‘impara ad amare il tuo corpo’. Accettandolo, accetterai te stesso, e sarai in grado di alzarti in volo. Con le scarpette di danza, ma anche con gli stivali della vita… Ecco chi è venuto a Danza in Scena il 20 marzo.








Questo è un MESSAGGIO PUBBLICITARIO - ARTICOLO A PAGAMENTO pubblicato il 28-03-2011 alle 18:32 sul giornale del 29 marzo 2011 - 8377 letture

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