Libri&Cultura: Perchè leggi?
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08/04/2013
- Me ne stavo tranquillo seduto sulla poltrona a leggere “Una questione privata” di Beppe Fenoglio -certi grandi romanzi li leggo solo ora perché pensai bene in passato di lasciare alcuni vini pregati fermi in cantina.
Con la coda dell’occhio vedo avvicinarsi cautamente mia nipote; intuisce che sono assorto e non vuole più di tanto disturbarmi. Infatti, quando mi si avvicina, parla piano:
- Zio…? - Sì.
- Perché leggi sempre? (non sapendo ancora leggere, per lei è curioso vedere qualcuno farlo di frequente)
- Perché mi piace leggere vuoi dire?
- Sì.
Una volta fu ancora più spietata con una sua domanda. Mi chiese allora:
“Zio perché vai a lavorare?”.
Non trovai una risposta vera e sincera nel momento e procrastinai l’incombenza andando per l’appunto al lavoro. Ma ritorniamo a noi…
- A te piace disegnare? le domandai io questa volta.
- Sì.
- Fammi vedere il disegno.
- Quello che ho fatto prima?
- Sì quello di prima. (me lo consegna)
- Allora… hai fatto una casa col prato, un albero, il sole e una nuvola.
- Devo finire di colorarlo.
- A parte colorare, se tu leggerai spesso, col tempo, sai cosa riuscirai a fare?
- Cosa?
- Al disegno che hai fatto saprai aggiungere altre cose. Cose che se non leggi non saresti poi in grado di disegnare.
- E cosa?
- Guarda... Aggiungerai una montagna qui, con un po' di neve sopra, delle colline basse un po' più in qua, poi un raggio di sole che illumina questo angolo del prato, un sentiero che parte da qui, serpeggia, e arriva non si sa dove...
- E perché?
- Perché... perché come ti ho detto, leggendo, verrai a conoscenza del sentiero che va non si sa dove o magari di un angolo assolato del prato, verrai a conoscenza dei più bei posti insomma.
- E se non leggo quando li conoscerò questi bei posti?
- Per conoscerne solo uno di quelli, a volte, capita di volerci una vita. E in certi casi nemmeno quella basta.
E’ sempre complicato e difficile spiegare ai bambini il perché delle cose. Ma la curiosità per certi “perché” va assolutamente colmata, altrimenti la nostra sciatteria sarà in futuro la loro. Facciamolo almeno per non farli trovare nelle vie dei centri storici o nei centri commerciali, quando saranno grandi, solo strambe librerie dipinte con cinquanta sfumature di grigio, cinquanta di nero e cinquanta di rosso. Ci sia almeno una sfumatura di verde.
Questo è un articolo pubblicato il 08-04-2013 alle 09:29 sul giornale del 09 aprile 2013 - 11193 letture
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