Libri & Cultura: Graphic novel? Ce la illustra Alessandro Baronciani
5' di lettura
13/05/2013
- Se ci fate caso, in un angolo della libreria, c’è un settore che, a poco a poco, sta allargando i suoi confini. Anni fa nemmeno esisteva. Gli scaffali vanno riempiendosi e ne occorrono di nuovi: sto parlando dello spazio riservato alla Graphic Novel. E ancora tanti si domandano cosa sia. A spiegarcelo, abbiamo l’onore di avere un maestro d’eccezione e per giunta pesarese: Alessandro Baronciani.
Le sue storie, i suoi disegni eleganti e leggeri, essenziali, pervasi da uno spiccato gusto artistico, animano quegli scaffali. Ha pubblicato i romanzi a fumetti (o graphic novel): “Una storia a fumetti”, il suo primo lavoro edito per Black Velvet nel 2006, “Quando tutto diventò Blu” e “Le ragazze nello studio di Munari”. Ultimamente è uscita anche una sua “Raccolta”, edita da Bao Publishing.
Alessandro Baronciani lavora come art director, illustratore e grafico pubblicitario, spostandosi tra Pesaro e Milano. Nel campo pubblicitario ha prodotto illustrazioni per molti brands quali Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Ha inoltre disegnato per libri illustrati, esposizioni, video, copertine di dischi, tra cui il “Cofanetto Illustrato della Giovinezza” del gruppo musicale “Baustelle”. Suona lui stesso in un gruppo musicale, gli “Altro”, voce e chitarra… Da come avrete capito potrei continuare ancora a lungo con l’elenco, tra collaborazioni e pubblicazioni, ma mi fermo qui. Solo una piccola chicca: se andate a Bologna e decidete di pernottare all’albergo “Al Cappello Rosso”, chiedete la camera numero 309. E’ stata interamente ridipinta da lui, un giardino in bianco e nero, ispirandosi alla “Sala della Boscareccia” di Palazzo Sanguinetti a Bologna, oggi sede del Museo internazionale e Biblioteca della Musica.
Intervista
A chi ti chiedesse cos'è la Graphic Novel, come risponderesti?
Un fumetto che non è un fumetto ma poi quando lo leggi sai che ti trovi veramente dentro un fumetto. Mi sembra un po' complicato ma non troppo. La parola graphic novel è nata in America dove "novel" si usa come noi usiamo "romanzo" sotto i titoli dei libri. L'idea venne a Will Eisner per dire che i suoi erano romanzi disegnati, quindi grafici, dove il testo è una immagine al pari di una illustrazione. Da lì in poi i romanzi a fumetti hanno lentamente cambiato il mondo dei fumetti.
La si potrebbe collocare idealmente a metà strada tra Romanzo e Cinema (considerandola una sorta di evoluzione del fumetto) o rimane a far parte esclusivamente dell'arte del fumetto?
Se vuoi puoi collocarla anche lì dove dici tu. A me piace pensare che più che al cinema assomiglia ad un disco, come dice Manuele Fior, lo prendi lo leggi e lo rileggi, come fai con un disco. Mentre capita raramente di leggere e rileggere un libro. Faccio fatica anche a finirlo alle volte, un libro!
In favore della Graphic Novel, secondo la tua esperienza, prevedi dal pubblico una risposta più ampia in futuro?
Quando inventarono la televisione davano per spacciato il cinema e c'è stato un momento che forse l'abbiamo pensato tutti quanti. Però ad esempio il cinema Loreto di Pesaro, nel tempo, è riuscito a vincere anche contro il più grosso video-nolleggio della città che gli aveva aperto davanti. Se ci sarà una risposta più ampia del pubblico sarà merito dei libri a fumetti che usciranno. Il problema è che molti ancora non sanno che molti di questi libri sono già usciti.
Cosa troviamo nel mondo disegnato da Baronciani?
Non so cosa ci sia esattamente nel mio mondo. Ho iniziato a fare fumetti e li faccio tuttora come secondo lavoro o meglio hobby. In Italia è difficile farlo professionalmente, anzi mi correggo è facile farlo professionalmente se vuoi lavorare per Bonelli e cioè per le edicole. Dentro i miei fumetti ci ho messo tutto quello che pensavo a livello di sperimentazione. Tagliando la trama, i dialoghi, togliendo i rumori (le onomatopee), complicando trame semplicissime. Parlando di sentimenti attraverso dei silenzi. Detto così però sembra che abbia fatto chissà che cosa. In realtà cercavo di divertirmi e di conoscere persone che potessero leggermi. Da qui mi è venuto in mente l'abbonamento e i fumetti spediti tramite posta.
Esiste un rapporto stretto tra la storia rappresentata e il modo o lo stile con cui la si racconta disegnando?
Domanda difficile.
Dai tuoi primissimi disegni a quelli di oggi c'è stato un aggiornamento di stile o ti sei mantenuto pressappoco lungo una stessa linea?
Non esistono aggiornamenti di stile. È come dire se ci sono aggiornamenti nel carattere di un tuo amico. Se parli invece di stile nel senso che un fumetto può essere in bianco e nero, a colori o a carboncino o con la penna bic, dipende tutto da che cosa si trova per le mani l'autore quando comincia a disegnare la storia. Ma è una questione di tecnica, non di stile. Più tecniche riesci ad assorbire e più stile puoi ottenere. Il modo in cui disegni invece non si cambia. Mattotti lo riconosci anche se scrive la lista per la spesa.
Hai una storia in cantiere per il prossimo libro? Puoi anticiparci qualcosa o una piccola curiosità?
Sarà una storia molto lunga.
Alessandro Baronciani è stato ospite, nella domenica del 12 Maggio, quella appena trascorsa, della Mostra del Libro per Ragazzi di Colbordolo (PU).
Un grazie ad Alessandro Baronciani
Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2013 alle 07:39 sul giornale del 14 maggio 2013 - 13062 letture
In questo articolo si parla di libri, cultura, pesaro, stefano rossi, notizie pesaro, cultura pesaro, alessandro baronciani, graphic novel
L'indirizzo breve è
https://vivere.me/MSq
Leggi gli altri articoli della rubrica libri & cultura
