Libri & Cultura: la Finlandia segreta di Leena Lander in 'La casa del felice ritorno'

3' di lettura 22/12/2013 - 'La casa del felice ritorno' (Iperborea edizioni) è un romanzo affascinante, sorprendentemente ricco di contrasti. Scuro, misterioso e irresistibile proprio come il mare, protagonista delle pagine più belle dell'opera di Leena Lander, ma al contempo limpido, sereno e incantato come quelle stesse acque nelle lunghe e luminose sere dell'estate finlandese, quando il sole non tramonta mai e tutto appare nuovo e purificato dalla notte.

Una storia intima, personale, che assilla la memoria e trascina lontano lo spirito, grazie ad un' accurato "montaggio" del fattore temporale che l'autrice riesce a manovrare sapientemente, sostenuta da una scrittura coinvolgente e creativa. Leena Lander gioca col tempo e con la storia, rovesciandoli e proponendo al lettore una sequenza di scene in cui si muovono personaggi mai uguali a se stessi eppure sempre custodi di un "segreto". Un segreto che appare costantemente appeso al filo sottile della memoria e agli oscuri richiami della natura e dello spirito.

Un tracciato difficile e tortuoso, quello percorso dai personaggi creati dall'autrice, una sorta di immagine metaforica del tempo e della vita, dove sentimenti come la purezza e l'amore si legano inesorabilmente al peccato, all'orrore e, appunto, al "segreto". Ed è proprio lungo questo tracciato che giusto e ingiusto, segreto e verità camminano insieme, custoditi quasi silenziosamente e lentamente rivelati, ma non per questo incapaci di avvolgere come un'inamovibile patina ciascuno dei protagonisti della storia.

Ma il romanzo di Leena Lander non è solo un racconto introspettivo, dal momento che ai forti tratti intimistici subito evidenti s'intrecciano precise ricostruzioni storiche, dai netti risvolti etici, politici e sociali. Olavi Harjula e Lys Bergman si ritrovano dopo molti anni ad affrontare un passato sepolto ma mai dimenticato. E dal loro incontro si schiude lentamente un intero universo popolato di fantasmi, tutti legati in qualche modo ad un segreto da difendere e custodire. Il segreto di Hanna, la piccola orfanella comparsa dal nulla e sparita altrettanto misteriosamente. O quello del dottor Bergman, stimato missionario che finirà col rivelarsi quasi schiacciato dalle sue ossessioni.

Ma è anche il segreto della storia, il segreto di un paese intero, distrutto dagli esiti di una guerra disastrosa e dalla presenza di un'ombra inquietante e pericolosa oltre confine. E' il segreto di chiunque si porta dietro il passato senza riuscire a rielaborarlo. Ed è, infine, il segreto di Aarne Kosonen, memorabile personaggio ideato dalla Lander, losco battelliere dal passato equivoco le cui vicende, sebbene occupino uno spazio ridotto nel romanzo, riveleranno al contrario una figura straordinaria e decisiva per comprenderne chiavi di lettura e significati.

Se Arto Paasilinna, l'altro grande scrittore finlandese, dipinge un ritratto impietoso della società contemporanea giocando con l'humor e con i buoni sentimenti, Leena Lander al contrario scruta la realtà da una prospettiva quasi "metastorica", accarezzando lo spirito e soffiando leggera sull'indecifrabile e ambiguo mondo della natura e degli uomini.

Spiritualità e impegno, dunque, il tutto sospinto da un linguaggio efficace e fortemente espressivo, che fanno di Leena Lander uno degli autori emergenti del panorama internazionale e de "La casa del felice ritorno" un sorprendente richiamo per quegli abissi più lontani e inafferrabili della memoria.






Questo è un articolo pubblicato il 22-12-2013 alle 19:42 sul giornale del 24 dicembre 2013 - 10887 letture

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