Libri & Cultura: la mitologia freudiana tra psicanalisi e letteratura

3' di lettura 29/12/2013 - Il grande e proficuo rapporto che la psicanalisi ha intessuto con la letteratura ha trovato proprio nel suo fondatore il punto più alto, riscontrando nel concetto stesso di 'mito' la sua chiave di lettura fondamentale.

Il mito, al di là dei suoi rimandi "ultraterreni", presenta solitamente un contenuto narrativo di notevole spessore. E se la letteratura nel tempo è stata capace di assorbire il mito, la tragedia, storicamente, ne ha rappresentato un riesame critico. Nell’antica Grecia, la tragedia pone di fronte al cittadino il racconto mitico non più nella sua fissa sacralità, ma ne rivela i tratti enigmatici spogliandolo del carattere meramente ritualistico che lo aveva fino ad allora caratterizzato. La tragedia esprime il punto di vista critico, ambiguo, aprendo la porta dell’inquietudine sull’universo mitologico, fino ad allora rimasta chiusa per via della dimensione ritualistica che da sempre l’accompagnava. La psicologia, in particolare attraverso il filone psicanalitico, fa un costante ricorso alla mitologia, soprattutto nell’accezione tragica di cui si parlava.

Freud registra in gran parte della sua opera una stretta attinenza tra la vita onirica e la mitologia, dove entrambe, dietro un’apparente "irrazionalità", nasconderebbero profondi significati interpretabili come la tensione verso il soddisfacimento di desideri insiti in ogni uomo. La tragedia di Edipo Re ne è un esempio evidente. La tensione dell’uomo verso ciò che è al di là della materialità, ovvero Dio, o verso ciò che è profondamente radicato in essa, come la sessualità, trovano una esemplare espressione nella mitologia, come nel sogno, e la tragedia rappresenta la prima forma letteraria capace di coglierne gli aspetti critici ed ambivalenti.

Ma il rapporto tra Freud e la letteratura non si esaurisce qui. Un interessante saggio di J. Cremerius (Freud e gli scrittori, 1995, Utet) ne fornisce un’accurata analisi. Cremerius, partendo proprio dall’ "Interpretazione dei sogni" riesce a scandagliare tutti i riferimenti poetici e letterari che avevano caratterizzato l’opera del fondatore della psicanalisi. Dal già citato Edipo Re fino all’Amleto, dalle osservazioni sulla "Poesia e verità" di Goethe fino alle vicende dei Karamazov di Dostoevskij. Ma, a nostro parere, l’emblema del legame tra Freud e la letteratura viene incarnato da quel personaggio chiave per la cultura del ‘900 che è Robert Musil.

Ne "Il giovane Torless", romanzo del 1906, Musil si ritrova a trattare scottanti problematiche tipiche dell’età puberale come i turbamenti legati al sesso, il difficile rapporto con i genitori, le pulsioni di natura incestuosa. Si tratta, evidentemente, di tematiche tipiche del pensiero freudiano. Il protagonista del romanzo presenta una maturità psicologica accompagnata da un’accentuata curiosità sessuale, condita a sua volta di una buona dose di perversione, che lo fanno apparire al lettore come una sorta di adulto in miniatura, portatore di una complessità di significati tipici della maturità a cui però si accompagnano, puntualmente, chiari tratti "infantili", manifestati nelle forme dell’ingenuità e dell’insicurezza. La madre, nei pensieri del protagonista, rappresenta un oscuro oggetto del desiderio che egli mentalmente replica nella figura della prostituta, iniziatrice del sesso per gli adolescenti.

Il Torless di Musil si presenta dunque con la non troppo nascosta ambizione di fornire una lettura della psiche umana richiamandosi frequentemente a tematiche quali il sogno e le pulsioni rimosse, le cui simbologie non possono certo sfuggire ai più attenti lettori di Freud. Ed è nell’"Uomo senza qualità", il capolavoro di Musil, che tutto questo finirà per emergere con maggior forza, portando l’autore quasi ad ostentare i suoi tormenti e il ruolo centrale dell’infanzia per poterli spiegare.

Ancora oggi, un critico attento non può certo lasciarsi sfuggire la lunga ombra del padre della psicanalisi sulla narrativa contemporanea. Quasi a dimostrare che, se accettiamo l’assunto secondo cui la mitologia è alle origini della letteratura, la ancor "giovane" mitologia freudiana permea insistentemente l’opera dei "nipoti" di Goethe e Musil.






Questo è un articolo pubblicato il 29-12-2013 alle 21:06 sul giornale del 31 dicembre 2013 - 10208 letture

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