Dalla cronaca al teatro: il caso Cearpes diventa una pièce, presentato 'Nove petali di loto'

3' di lettura 21/10/2014 - Si terrà mercoledì 22 ottobre a Pescara l’anteprima nazionale dello spettacolo tratto dalla vicenda giudiziaria che si è abbattuta sulla cooperativa abruzzese Cearpes.

E proprio a Pescara si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Nove petali di Loto, l’opera di Milo Vallone liberamente ispirata alle vicende della cooperativa sociale, che debutterà in prima nazionale a Milano il prossimo 5 novembre. L'anteprima è in programma al Teatro Massimo di Pescara mercoledì 22 ottobre, alle ore 21.

"9 anni di processi - scrivono gli autori in sede di presentazione - per l’assoluzione con formula piena di 32 imputati da tutte le accuse. Nel frattempo Cearpes, che contava 90 dipendenti, 50 ospiti e 5 milioni di fatturato, è stata azzerata. Oltre 70 famiglie buttate sul lastrico dalla malagiustizia, la cattiva politica e l’eco dei media. A tutela di tutte le vittime è nata l’associazione Amici di Cearpes Onlus".

Dalla vicenda paradossale e kafkiana di Cearpes e del suo Presidente Dominique Quattrocchi nasce uno spettacolo che affronta i temi scottanti del potere, della relazione con le istituzioni, la burocrazia e dei rapporti spesso tortuosi tra cittadini e amministratori (vedi articolo su Vivere Pescara).

Il capoluogo adriatico ospiterà l’anteprima di una pièce che si colloca nell’ambito della migliore tradizione del teatro civile italiano, volta a far conoscere un caso fortemente emblematico di tante altre vicende nazionali. 80 minuti, 6 attori in scena ed un progetto tra cinema e teatro che vede la firma dell’attore e regista Milo Vallone e di Luca Pompei.

“Nove petali di Loto - spiega Vallone - è un testo di fantasia, liberamente ispirato ad una storia vera. Già nel titolo c’è la metafora che vogliamo raccontare: il fiore di loto è un fiore bellissimo ma la sua esistenza non è così facile. Quando inizia a germogliare, si trova sotto l'acqua sporca di laghi o piccoli stagni, circondato da fango e melma e tormentato da pesci e insetti. Ma il fiore di loto si fa forza e, crescendo, sale verso la superficie dell’acqua. Col tempo lo stelo continua ad allungarsi e il baccello lentamente emerge dall’acquitrino. E’ allora che il loto comincia ad aprirsi, petalo dopo petalo, nell’aria pulita e nel sole".

"La nostra struttura – ha aggiunto Dominique Quattrocchi, fondatore della cooperativa C.E.A.R.P.E.S. – era un punto di riferimento in tutta Italia per l’accoglienza di minori con gravi e gravissimi disagi socio-comportamentali. In pochi giorni siamo diventati degli orchi, un’associazione a delinquere ed i segni di un calvario giudiziario ed umano durato 9 anni, e pure con la completa assoluzione di tutti gli imputati, ci sono rimasti impressi sulla pelle. Nessuno si è preso la briga di chiedere scusa per un errore giudiziario che ha messo in ginocchio 70 famiglie per bene e aumentato a dismisura le difficoltà dei ragazzi nostri ospiti. Ed ora che abbiamo ottenuto giustizia crediamo di avere il dovere di raccontare la nostra storia e di chiedere una completa riabilitazione dei nostri nomi, del nostro passato, del nostro lavoro. Ancora una volta occorre poi sottolineare come, oltre a noi operatori, sono stati loro, i ragazzi, le vittime di una macchina del fango che ha spazzato via la struttura che li ospitava, li ha costretti a tornare al loro disagio, in circostanze percepite come ostili, creando loro ansia e fomentando la sensazione di inadeguatezza e insicurezza che li aveva condotti verso la necessità di un’assistenza".

Alla conferenza stampa sono intervenuti il Prof. Francesco Bruno, noto psichiatra e criminologo; Dominique Quattrocchi, fondatore di Cearpes; Milo Vallone, attore e regista; Nello Bologna, responsabile della campagna #amicidicearpes.

A fondo pagina è disponibile la locandina dello spettacolo.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2014 alle 13:04 sul giornale del 22 ottobre 2014 - 10504 letture

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