Isis, fondamentalismo e guerra santa: non è questo il vero Islam
3' di lettura
27/10/2014
- Quel frenetico bombardamento di informazioni cui siamo ormai avvezzi, unito all’effetto spesso devastante del connubio tra politica e religione, al quale, al contrario, sembra non siamo mai abituati abbastanza, crea una pericolosa 'ambiguità semantica' dove è l’ideologia, il pensiero, l’interesse dominante del momento a infondere un significato alle parole. (foto dal web)
E’ sin troppo facile che in circostanze drammatiche come quelle attuali, il gran numero di informazioni prodotte dai mass media finisca per alimentare vecchi e nuovi pregiudizi, spesso violentando la realtà e andando al di là di quello che è il reale significato delle parole. L’espressione ”jihad”, in questo senso, rappresenta un caso emblematico di quanto i media, sull’onta della grande emozione e sconcerto suscitati dagli ultimi tragici avvenimenti, siano riusciti a creare un falso sistema di credenze.
Il significato di jihad è spesso travisato, trascurato o male interpretato dai mezzi di comunicazione occidentali, e questo soprattutto a causa di motivazioni politiche ed ideologiche. Sebbene la cultura occidentale concepisca questo termine secondo una accezione negativa che riconduce all’idea di guerra santa, tuttavia questa è ben lontana dal significato originale, che al contrario fa riferimento all’idea di sforzo, impegno.
Jihad deriva infatti dal verbo ”jahada”, che indica proprio l’atto di sforzarsi, di impegnarsi ”fi sabili-llah”, sulla via di Allah. Il motivo di questa erronea interpretazione va ricercato nella progressiva "politicizzazione" del vocabolo, indotta sia dai media occidentali che, in misura ancora maggiore, dalle frange fondamentaliste. Si arriva così a stigmatizzare un intero universo come quello musulmano, di per sé estremamente variegato in quanto complesso mosaico di popoli e culture che a torto viene oggi accomunato al fanatismo politico-religioso. Esiste, certo, tra le tante sfaccettature del Corano, anche un riferimento allo ”sforzo militare” che i credenti devono compiere ”sulla via di Allah”. Al di là di ogni strumentalizzazione, si tratta, inequivocabilmente, della necessità di combattere per difendere la propria comunità.
Il Corano, in al-baqara 2, 190-191, incita i credenti a combattere ”per la causa di Allah”, tuttavia questo deve essere fatto solo ”contro coloro che vi combattono e senza eccessi, perché Allah non ama coloro che eccedono”, e in seguito, in modo ancora più esplicito, invita a ”non attaccarli, fino a che essi non vi abbiano aggredito”. Il Corano è molto chiaro nell’affermare come Allah non ami né la guerra, né gli omicidi, tollerando solo la legittima difesa spogliata di qualsiasi eccesso, ed è sorprendente come tutti questi aspetti vengano taciuti sia dai mezzi di informazione occidentali che dai fanatici integralisti di turno. Com’è possibile confondere le terribili azioni di fondamentalisti che hanno solo la pretesa di dichiararsi musulmani con quanto afferma il profeta Maometto, secondo cui ”i credenti devono essere i più umani, anche negli scontri più crudeli”?
Parlare di jihad come di ”guerra santa” significa pertanto cadere nella trappola di una reale strumentalizzazione politica su cui giocano le frange di estremisti animate, esse sì, da interessi ben lontani dalla sfera religiosa, con cui i mass media occidentali finiscono per rendersi indirettamente complici, alimentando il pregiudizio e favorendo una percezione falsata di quello che è il vero messaggio coranico. Il fanatismo, le bombe, il terrore, non c'entrano affatto con l'Islam, grande religione non meno pacifista della nostra, così come nulla hanno da spartire con il mondo musulmano, ricco di cultura e protagonista di una storia millenaria. E' ora che anche nel colto ed opulento mondo occidentale qualcuno cominci a rendersene conto e, se necessario, a farsene finalmente una ragione.
Questo è un editoriale pubblicato il 27-10-2014 alle 17:04 sul giornale del 28 ottobre 2014 - 11886 letture
In questo articolo si parla di religione, attualità, islam, guerra, terrorismo, iraq, attentati, siria, ISIS, editoriale, stati uniti d'america, Paolo di Toro Mammarella, fondamentalismo, guerra santa, paesi arabi, allah
L'indirizzo breve è
https://vivere.me/aaEz
Leggi gli altri articoli della rubrica libri & cultura
