Libri & Cultura: "L’amica geniale", il romanzo di Elena Ferrante
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02/02/2015
- Pare che L’amica geniale, il romanzo di Elena Ferrante - della quale non conosciamo la vera identità - sia amato più in America che in Italia.
Primo di una quadrilogia è seguito da Storia del nuovo cognome (2012), Storia di chi fugge e di chi resta (2013) e infine Storia della bambina perduta (2014).
Forse il segreto di questo amore d’oltreoceano sta nelle descrizioni impeccabili delle dinamiche oscure che aleggiano all’interno di un rione napoletano nel dopoguerra, dinamiche rese chiare, o per lo meno visibili, dalla Ferrante. E non è questo, forse, che desidereremmo conoscere nei panni di un americano? Ovvero: cosa rende Napoli, Napoli? L’autrice ci risponde soffermandosi sulle psicologie più disparate che abitano il rione, sul loro ruolo o collocazione all’interno di una griglia di vincitori e vinti invisibile, mai censita, ma tangibile e presente come il rione stesso, le sue vie, le sue case, i suoi negozi.
Tante piccole e grandi storie che ruotano però attorno a un unico pianeta, quello di Elena e Lila, della loro amicizia che si sviluppa e si modifica, sembra, senza il controllo delle dirette interessate, tramite una regia dall’alto o meglio dal di dentro della vita: cresceranno insieme lungo gli anni, misurandosi e confrontandosi, avvicinandosi e allontanandosi, in uno sgranarsi di vicende e accadimenti dove ognuna si ergerà a faro dell’altra.
Raccontato con una scrittura lineare e semplice (solo all’apparenza), economica ma funzionale, impastata di una povertà ricca come lo è Napoli. Un romanzo che si iscrive da solo, a mio modesto parere, nell’eccellenza letteraria del made in Italy.
Questo è un articolo pubblicato il 02-02-2015 alle 05:50 sul giornale del 03 febbraio 2015 - 12230 letture
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