La sovranità popolare ai tempi di Renzi: Stefano Azzarà presenta ‘Democrazia cercasi’

2' di lettura 18/03/2015 - C’è grande attesa a Pescara per la presentazione del libro ‘Democrazia cercasi’ (Imprimatur edizioni) di Stefano G. Azzarà, ricercatore presso l’Università di Urbino. Il volume sarà presentato venerdì 20 marzo alle ore 17.30 presso la libreria Feltrinelli di via Milano.

Dalla caduta del Muro di Berlino all’avvento di Matteo Renzi, Azzarà descrive la sconfitta e la mutazione della sinistra di oggi, parlando di ‘bonapartismo moderno’ ed impotenza della filosofia. Oltre all’autore, interverranno Riccardo Cavallo (Università di Teramo), Damiano Palano (Università Cattolica di Milano) e Maurizio Acerbo, ex parlamentare pescarese di Rifondazione Comunista.


Riportiamo a seguire la scheda del libro fornita dall’editore:

Possiamo ancora parlare di democrazia in Italia? Mutamenti imponenti hanno svuotato gli strumenti della partecipazione popolare, favorendo una forma neobonapartistica e ipermediatica di potere carismatico e spingendo molti cittadini nel limbo dell’astensionismo o nell’imbuto di una protesta rabbiosa e inefficace. Al tempo stesso, in nome dell’emergenza economica permanente e della governabilità, gli spazi di riflessione pubblica e confronto sono stati sacrificati al primato di un decisionismo improvvisato. Dietro questi cambiamenti c’è però un più corposo processo materiale che dalla fine degli anni Settanta ha minato le fondamenta stesse della democrazia: il riequilibrio dei rapporti di forza tra le classi sociali, che nel dopoguerra aveva consentito la costruzione del Welfare, ha lasciato il campo ad una riscossa dei ceti proprietari che nel nostro paese come in tutto l’Occidente ha portato ad una redistribuzione verso l’alto della ricchezza nazionale, alla frantumazione e precarizzione del lavoro, allo smantellamento dei diritti economici e sociali dei più deboli. Intanto, nell’alveo del neoliberalismo trionfante, si diffondeva un clima culturale dai tratti marcatamente individualistici e competitivi. Mentre dalle arti figurative alla filosofia, dalla storia alle scienze umane, il postmodernismo dilagava, delegittimando i fondamenti e i valori della modernità – la ragione, l’eguaglianza, la trasformazione del reale… - e rendendo impraticabile ogni progetto di emancipazione consapevole, collettiva e organizzata.

Stefano G. Azzarà (Messina, 1970) è ricercatore di Storia della filosofia presso il Dipartimento di Scienze dell'uomo dell'Università di Urbino. In particolare, si occupa delle grandi tradizioni filosofico-politiche dell'età contemporanea: conservatorismo, liberalismo e materialismo storico.






Questo è un articolo pubblicato il 18-03-2015 alle 11:29 sul giornale del 19 marzo 2015 - 6563 letture

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