Sventato a Bari il sequestro di un imprenditore, la Procura: “Fenomeno preoccupante”

3' di lettura 26/01/2023 - BARI - Avevano pianificato tutto: il giorno in cui mettere a segno il sequestro lampo di un imprenditore del settore tessile di Barletta per la cui liberazione avrebbero chiesto centinaia di migliaia di euro alla famiglia.

Avevano definito come agire e come muoversi in città. Non avevano però considerato che appostati come loro che attendevano la vittima, c'erano anche gli agenti delle squadre mobili di Bari e Barletta - Andria - Trani che hanno mandato all'aria i loro piani. In sette sono stati arrestati per tentato sequestro di persona a scopo di estorsione aggravato dall'aver commesso il fatto con metodo mafioso per "la caratura delinquenziale delle persone coinvolte, per le modalità esecutive delle condotte caratterizzate da una forza intimidatrice tipicamente mafiosa e del contesto ambientale di operatività". Degli indagati, sei sono finiti in carcere, un altro ai domiciliari.

IL RUOLO DELLE INTERCETTAZIONI
Secondo quanto emerso dalle indagini, che si sono avvalse di intercettazioni ambientali e telefoniche, il sequestro dell'imprenditore era stato fissato per lo scorso 22 aprile. E ognuno nel gruppo avrebbe ricoperto un preciso compito: c'era chi monitorava l'abitazione e gli spostamenti dell'imprenditore, segnalando l'eventuale presenza delle forze dell'ordine, altri due, con le loro auto, erano fermi non lontano dall'azienda per seguire la vittima e comunicare i suoi spostamenti ai complici che lo avrebbero sequestrato per poi raggiungere la sua abitazione ed estorcere il denaro alla famiglia. Il piano però è saltato a causa dell'intervento della polizia: a bordo dell'auto con la vittima del sequestro c'era il capo del reparto mobile della questura di Barletta- Andria - Trani, Gesualdo Masciopinto. Il commando è stato così bloccato. "Il fenomeno dei sequestri lampo era sotto la lente degli investigatori, grazie alle indagini e ad alcuni elementi emersi dalle intercettazioni", ha detto Francesco Giannella, procuratore aggiunto della Dda di Bari che ha coordinato l'attività investigativa. "L'imprenditore del settore tessile che sarebbe stato vittima del sequestro sventato è barlettano, tutti gli altri episodi di cui abbiamo contezza riguardano andriesi", ha continuato. "Lo scorso febbraio sapevamo che avrebbero eseguito il sequestro dell'imprenditore barlettano e abbiamo deciso di intervenire", ha dichiarato Daniela Chimienti della procura barese. "Le conversazioni degli intercettati erano allarmanti: l'imprenditore doveva essere preso all'uscita dall'azienda, sequestrato.

Un altro commando sarebbe andato a casa dove c'erano moglie e figlia, bisognava trattenere la persona fino a che non avrebbero ricevuto denaro e gioielli e averi", ha ricostruito la magistrata. "L'operazione svela purtroppo un fenomeno criminale molto grave che avviene nella Bat: i sequestri di persona lampo. Un fenomeno da anni sconosciuto alle forze dell'ordine che però è tornato in auge", ha sottolineato il capo della procura di Bari Roberto Rossi esplicando le modalità di azione del gruppo. "Il parente viene sequestrato per poche ore in maniera che l'imprenditore possa pagare. In questo caso non c'è stata collaborazione della vittima ma il fatto è stato scoperto grazie alle intercettazioni", ha proseguito evidenziando che "il silenzio è grave, da parte di imprenditori o parenti imprenditori rapiti, grave perché c'è una sfiducia nelle forze dell'ordine e della magistratura ma per fortuna questa operazione di grande importanza ha squarciato il silenzio".






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 27-01-2023 alle 07:58 sul giornale del 28 gennaio 2023 - 68 letture

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