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Frode fiscale, sequestrati beni per 60 milioni di euro

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la Guardia di Finanza di Bari ha scoperto uno "strutturato meccanismo di frode fiscale" e di somministrazione illecita di manodopera ed ha eseguito un decreto di sequestro preventivo - emesso dal gip del capoluogo pugliese - del valore di 60 milioni di euro

Le indagini hanno consentito di svelare strutturati meccanismi di frode fiscale, che vedono il coinvolgimento di soggetti economici operanti nei più vari settori commerciali, costituiti nella forma di cooperative, di consorzi o di società di capitali, che presentano una ingente forza lavoro e che fungono da meri “serbatoi” di manodopera.

Il meccanismo si basava su una serie di società “serbatoio”, costituite nella maggior parte di casi sotto forma di cooperativa o di società di capitali, che si avvicendano nel tempo trasferendo la manodopera dall’una all’altra, omettendo sistematicamente il versamento dell’Iva e, verosimilmente, erodendo la base imponibile contributiva mediante manipolazione delle buste paga. Le evasioni fiscali e contributive di tali imprese sono preordinate a consentire la pattuizione di prezzi particolarmente vantaggiosi a beneficio di altre società definite “filtro”, come rilevabile dalle fatture emesse nei confronti di quest’ultime. E di società “filtro”, nella maggior parte dei casi consorzi, privi di maestranze o con un numero esiguo di dipendenti, che rifatturano le prestazioni ai committenti finali, ovvero ad ulteriori “filtri”, presenti all’unico scopo di allungare la catena commerciale ed ostacolare le attività di controllo.

Il meccanismo in esame consentirebbe alle società di fruire dei vantaggi derivanti dalla disponibilità “di fatto” di lavoratori dipendenti senza l’assunzione dei relativi oneri con la possibilità di praticare tariffe più convenienti nei confronti della clientela finale, giovandosi di tale effetto distorsivo in sede di aggiudicazione di nuove commesse a dispetto delle aziende concorrenti.

Al termine delle indagini i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo – emesso dal gip del Tribunale barese su richiesta della locale Procura – avente per oggetto beni del valore di circa 60 milioni di euro, nei confronti di un consorzio esercente l’attività di “servizi logistici relativi alla distribuzione delle merci” e di 3 società cooperative operanti nel medesimo settore, quale presunto profitto dei reati di dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per gli anni d’imposta dal 2016 al 2021.



Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2023 alle 12:16 sul giornale del 11 ottobre 2023 - 72 letture






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